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 Alimentazione per stare bene

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MessaggioTitolo: Alimentazione per stare bene   Lun Set 27, 2010 10:52 am

I testi classici dello yoga (come l’“Hatha Yoga Pradipika” o la “Gheranda Samhita”) contengono precise indicazioni dietetiche nella convinzione, condivisa con la medicina tradizionale indiana (l’Ayurveda), che il cibo influenzi le emozioni.

Alimenti energetici e non
Nella tradizione dello yoga i cibi vengono divisi in tre grosse categorie: i cibi sattvici (cereali, verdure e alcuni legumi) che favoriscono una mente chiara e luminosa, i cibi rajasici (caffè, tè, spezie, aglio, cipolla, cibi piccanti e amari) che inducono la reattività e l’aggressività, i cibi tamasici (quelli conservati, in scatola, pesanti e grassi) che portano all’inerzia, condizione da cui è facile scivolare nella depressione. Per prevenire e combattere emozioni negative, come depressione, aggressività o indecisione, lo yoga consiglia di consumare in prevalenza cibi sattvici, ricchi di energia vitale, come ortaggi e frutta di stagione, cereali integrali (miglio, mais, riso, grano, avena, orzo), farine appena macinate e miele non pastorizzato. E di evitare, invece, tutto ciò che è greve, conservato e/o precotto.
Attenzione agli zuccheri
Infatti, come sapevano i saggi yogi, mente e corpo sono sempre intimamente connessi. Il nostro umore è correlato a un“balletto di molecole chimiche”. Alcuni trasmettitori biochimici fondamentali per il nostro benessere psichico (come leptina, serotonina e anandamide) dipendono non solo dal cibo che assumiamo, ma anche da come lo combiniamo. In questo senso, fondamentale è il ruolo giocato dall’insulina. In una persona sana il glucosio presente nel sangue corrisponde a circa 1 grammo per litro. Poiché un uomo, mediamente, ha circa 5 litri di sangue, significa che dispone, per le normali attività dell’organismo di circa 5 grammi di glucosio. «Ebbene, in un bicchiere di una qualsiasi bibita gasata - ricordano Attilio e Luca Speciani - sono contenuti 25-30 grammi di glucosio, tutti facilmente assimilabili, un quantitativo enorme per l’organismo, un vero pericolo». In questo caso, il pancreas secerne insulina per abbassare il livello degli zuccheri, che trasforma in trigliceridi stivandoli nelle cellule adipose (gli apociti). Questa lotta per il controllo del glucosio si scatena ogni volta che si assume un elemento con zuccheri facilmente assimilabili, come un caffè zuccherato, un cioccolatino, una brioche.
Questione di cibo
Solitamente, siamo abituati a pensare che le emozioni dipendano dal nostro carattere (perciò siamo disposti a considerarci dei “tipi” aggressivi, paurosi o tristi). Ma, in realtà, molti disturbi emotivi sono dovuti proprio a un’alimentazione scorretta. I bambini irritabili, aggressivi, incapaci di concentrarsi, che soffrono di “sindrome da iperattività e deficit dell’attenzione”, sempre più frequentemente, rischiano di essere curati con psicofarmaci.

Spesso, in realtà, devono il loro comportamento agli effetti dei conservanti contenuti nelle bibite e nelle merendine e possono ritrovare serenità e concentrazione semplicemente adottando un’alimentazione naturale e ben bilanciata.

Per quanto riguarda le donne, la “sindrome premestruale”, con tutto il suo pesante carico di tristezza e suscettibilità, dipende sovente da un eccessivo uso di sale e da carenze di ferro. Mentre, vale per tutti, improvvisi abbattimenti psicologici con perdita di energia sono dovuti spesso a intolleranze alimentari non riconosciute.
In India, la moglie che serve cibo riscaldato al marito può rischiare, addirittura, il divorzio, perché tale comportamento è considerato un vero attacco al benessere fisico ed emotivo. Anche la medicina occidentale conosce bene le profonde relazioni esistenti tra alimentazione e stati emotivi. Alcune carenze nutrizionali, come quella del magnesio o della vitamina B6, per esempio, causano irritabilità, stanchezza e abbassamento del tono dell’umore.

Quando è difficile seguire un regime alimentare corretto, come per esempio durante un viaggio, è possibile soffrire di improvvise crisi, che vanno dal nervosismo fino al cattivo umore e che “miracolosamente” spariscono con un buon supplemento di vitamine e minerali. Tanto che, in caso di viaggi lunghi, è prudente portare con sé un valido integratore dietetico.

Depressione & tavola
Qualsiasi buon medico di fronte a una depressione verifica, esclusa una patologia organica, che non sia generata da una cattiva alimentazione. Oggi, infatti, molte persone seguono diete dimagranti improvvisate, senza una corretta supervisione medica, un comportamento che aumenta il rischio di sviluppare una sindrome depressiva da carenze nutrizionali. Ma non è tutto, come sostengono Attilio e Luca Speciani in “Prevenire e curare la depressione con il cibo” (Ed. Fabbri): «anche una dieta ricca di tutti i principi nutritivi, se mal distribuita nei pasti e troppo ricca di zuccheri, può causare stati mentali negativi».

Inoltre, oggi, il 3-5% della popolazione occidentale soffre di quello che è chiamato il “male oscuro” e una delle cause, confermano i due esperti, è proprio un modo errato di nutrirsi.
(www.jivana.it)


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