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 La festa

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MessaggioTitolo: La festa   Mar Ott 19, 2010 9:46 am

Da sempre è una festa cult nei Paesi anglosassoni, dove nacque come Samhain, il magico capodanno celtico. Pochi sanno però che Halloween è una tradizione anche italiana, conosciuta sotto diversi nomi, come not dalis muars, a Udine, o notte delle lumere, a Torino. Comunque lo si chiami questo carnevale autunnale, con la sua aura di mistero e magia, affascina grandi e piccini, che per festeggiarlo, in Italia e all'estero, non hanno che l'imbarazzo della scelta.


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MessaggioTitolo: Re: La festa   Mar Ott 19, 2010 11:56 pm

Durante il Medioevo, una pratica popolare per Ognissanti era la preparazione della "soul cake," (torta dell'anima) un semplice dolce fatto di pane con una decorazione di uva sultanina o ribes.
Nella tradizione chiamata "souling," i bambini andavano di porta in porta chiedendo un pezzo di torta, proprio come nel moderno trick-or-treat.
Per ogni fetta di torta ottenuta, ciascun bambino doveva dire una preghiera per l'anima di un parente defunto, o per un parente di chi aveva dato loro la torta in questione.
Le preghiere dei bambini dovevano servire alle anime dei defunti per trovare l'uscita dal purgatorio e arrivare così al paradiso. I bambini cantavo anche la canzone della 'soul cake' , così come oggi ci sono filastrocche del tipo "Trick-or-treat, trick-or-treat, give me something good to eat." (Dolcetto o Scherzetto, dammi qualcosa di buono da mangiare).
Una versione della canzone diceva:
A soul cake!
A soul cake!
Have mercy on all Christian souls, for
A soul cake!
(Abbi pietà per tutte le anime Cristiane per una torta dell'anima)

Ci sono evidenze di attività come 'trick-or-treat' nelle tradizioni Celtiche. Alcuni storici dicono che I Celti si travestivano in modi spaventosi e sfilavano per le strade per scacciare gli spiriti vagabondi fuori dalla loro città.
Inoltre, i bambini Celti andavano di casa in casa per raccogliere legna, per formare un enorme falò al centro della cittadina.
Quando il falò bruciava ogni altro fuoco doveva essere spento, per essere poi riacceso con una fiamma proveniente dal falò di Samhain del villaggio, come simbolo di comunione e collegamento tra tutti gli abitanti.





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MessaggioTitolo: Re: La festa   Mer Ott 20, 2010 8:23 am

Bello questo approfondimento...ricordo che era già stato affrontato il discorso relativo al Samhain...facciamo un breve riepilogo...

"La vigilia di Samhain (in irlandese Oidhche Shamhna) era la festività principali del calendario celtico, probabilmente celebrata il 31 ottobre, rappresentava l'ultimo raccolto. Oggi in Irlanda Oíche Shamhna indica la notte di Halloween. I falò hanno sempre avuto un ruolo importante in questa festa. Anche in epoca cristiana i villici erano usi lanciare nel fuoco le ossa del bestiame macellato (il bestiame aveva un ruolo prominente nel mondo gaelico pre-cristiano). Una volta che i falò erano stati accesi, tutti gli altri fuochi venivano spenti ed ogni famiglia prendeva solennemente il nuovo fuoco dal falò.

Come molte feste celtiche, veniva celebrata a più livelli: dal punto di vista materiale era il tempo della raccolta e dell'immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali. Essere soli in questa occasione significava esporre sé stessi ed il proprio spirito ai pericoli dei rigori invernali. Naturalmente, questo aspetto della festa ha perso in epoca moderna gran parte del suo significato, visto che oggi le carestie fortunatamente non costituiscono più un problema come presso le antiche società rurali.

Spiritualmente parlando, la festa era un momento di contemplazione. Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante (in Irlanda questa sarebbe stata Fleadh nan Mairbh ("Festa dei Morti"). Questo era il periodo più magico dell'anno: il giorno che non esisteva. Durante la notte il grande scudo di Skathach veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi e permettendo alle forze del caos di invadere i reami dell'ordine ed al mondo dei morti di entrare in contatto con quello dei vivi. I morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le tribù erano un tutt'uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l'avvento del Cristianesimo.
(Wikipedia)"

PRATICHE E SIMBOLI DI SAMHAIN


I simboli di questa festa sono la zucca, le nocciole e la mela.
La mela, frutto sacro in molte tradizioni, riassume in sé molti significati che fanno capo alla triade di amore - conoscenza - morte. E' il frutto della conoscenza proibita come nel caso della Bibbia, ma più spesso come conoscenza da "coltivare".
Infatti nella tradizione celtica il legno del melo è uno dei nove Legni Sacri dei Druidi, usato per accendere i fuochi delle cerimonie sacre.
La mela nasconde al suo interno un simbolo sacro. Se si taglia il frutto verticalmente si vedrà al centro una stella a cinque punte, la cui simmetria riflette la Sezione Aurea del numero sacro ai pitagorici. Il pentagramma. Le mele sono anche per questo usate negli incantesimi per tenere unita una coppia o trovare l'anima gemella mentre il legno del melo si utilizza per costruire talismani per la longevità, l'eterna giovinezza e l'immortalità.
Il ricordo del cibo degli dei e delle fate permane nel Nord Europa sotto forma di sidro, vino di mele, o di "wassail", sidro bollito con spezie e mele intere.
Queste bevande vengono consumate durante il Solstizio d'Inverno o ad Halloween come augurio di prosperità.
Le nocciole sono il frutto simbolo della sapienza magica e il nocciolo era un albero sacro ai Celti, simbolo di saggezza e di segreta conoscenza.
All'albero al legno ed al frutto della noce, anche le streghe di casa nostra, riconoscono doti particolari. Un tempo l'albero del noce veniva piantato sempre distante dagli altri alberi da frutto perchè considerato "velenoso" se cresceva a contatto con altre piante.


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Femmina Cancro Serpente
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MessaggioTitolo: Affrontiamo il Samhain   Mer Ott 20, 2010 8:27 am

Qualche simpatico consiglio per entrare nello spirito del Samhain?

Imbandire la tavola con una tovaglia arancione o nera.

Le candele devono essere anch'esse arancioni o nere e decorate con mele, melograni, crisantemi e calendule.

L'incenso di Samhain e' una mistura di alloro, noce moscata e salvia.

Si svuotano le zucche per farne delle lanterne e si dispongono a segnare i punti cardinali, con all'interno ( o in prossimità ) una candela del colore appropriato all'elemento corrispondente.

Mettere, in segno di accoglienza per gli spiriti, delle lanterne fuori dall'uscio per indicare loro la via o imbandire la tavola con un posto in più da lasciare per tutta la notte, nel caso che tornino a farci visita.

Incantesimo per sbarazzarci delle nostre abitudini indesiderate o dei tratti del nostro carattere che vogliamo modificare:
Scrivete la caratteristica o l'abitudine che vogliamo far "scomparire" su un biglietto con la specifica richiesta di volervi liberare di questo lato del vostro carattere e poi dategli fuoco gettandolo nel calderone.

Sta iniziando il periodo più buio dell'anno, quindi diciamo addio al sole augurandogli buon riposo, sino a che non rinascerà a Yule.

Dopo il banchetto lasciare all'aperto qualche mela, o sotterratela, per nutrire simbolicamente i defunti.

Il piatto tipico Irlandese di questa ricorrenza fatto con purè di patate, cavolo tritato e cipolla, servito caldo con molto burro (buonissimo per altro, ndr). Solitamente al suo interno si nasconde una moneta ed il fortunato che la trova, nella sua fetta, la può tenere e gli annuncia prosperità per l'anno che deve iniziare...ecco questo può rendere felice qualche dentista, quindi, attenzione...


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