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 Cucchiaio

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Femmina Cancro Serpente
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Località : Milano
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MessaggioTitolo: Cucchiaio   Mar Ott 05, 2010 8:15 am

Il cucchiaio si mette alla destra del piatto, dopo il coltello, e deve stare all'insù.
Usatelo come vi pare, con disinvoltura (o di punta o di lato è lo stesso), ma evitate in ogni modo quei sibili, risucchi e gorgoglii che, troppo spesso, alle orecchie beneducate rendono un calvario arrivare alla fine di una minestra o di un consommé sorbiti in compagnia.
Anche in famiglia o tra amici intimi, non siete autorizzati, comunque, ad infastidire il prossimo con rumori molesti.
Non giungete, però, all'eccesso opposto, di infilare completamente il cucchiaio in bocca: evitereste i pericoli del risucchio, ma sarebbe uno spettacolo poco edificante.
Per concludere: il cucchiaio non è una pala e nemmeno una clava. Non stringetelo a pungo, come se ne dipendesse la vostra salvezza: sono sufficienti tre dita.


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Femmina Messaggi : 204

MessaggioTitolo: Re: Cucchiaio   Mar Ott 05, 2010 11:35 pm

Il termine "cucchiaio" proviene dal latino “cochlea” (conchiglia, chiocciola), forse perché il guscio di questi animali rappresentò il primo strumento naturale usato dall’uomo per portare i liquidi alla bocca. Nel remoto passato l'uomo cacciatore usava esclusivamente le mani per mangiare.
Ancora al tempo dei Greci, popolo civile per eccellenza, non veniva sentito alcun bisogno di servirsi di posate, in quanto i cibi erano posti già sminuzzati davanti al commensale, e la mano destra era l'unico "strumento" usato. Lo stesso Ateneo informa che il problema dei cibi caldi veniva affrontato: "temprando con l'esercizio le dita" alla scottatura. Infatti tra una portata e l'altra le mani erano nettate con abluzioni di acqua profumata, anche perchè nelle corti e nelle case aristocratiche c'era abbondanza di servitori, ancelle (Ulisse ne aveva cinquanta), coppieri e mescitori che provveddevano a tutte le esigenze dei commensali.
Sulla scena romana dell'età imperiale comparvero le prime posate, suggerite dalla passione per cibi adatti a stuzzicare l'appetito come ostriche, molluschi e frutti di mare. Questi arnesi erano di due tipi, con fattezze simili all'odierno cucchiaio:
-il primo detto "ligula" (da lingua), aveva la pala ovale e il manico dritto o curvo, e lo si usava per dispensare le preziose salse di cui la cucina Romana era prodiga.
-il secondo chiamato "cochlear", con la pala rotonda e piatta, e il manico dritto e appuntito, veniva utilizzato per scalzare il frutto dalla conchiglia e portarlo alla bocca, o per consumare le uova crude (con la punta si apriva il guscio e con la pala si sorbiva il contenuto).
Gli ornamenti di questi utensili, per lo più forgiati in argento, variavano secondo le mode del momento: spesso vi erano incisi motti e dediche augurali, come il celebre "Utere Felix" (adoperalo felicemente), forse il primo "Buon Appetito" della storia.
Lo scrittore Macrobio, descrivendo un menù completo del IV sec. ci dice che a quell'epoca comparve un cucchiaio speciale: il "cyathus" (capacità mezzo litro) utilizzato per versare il vino nelle coppe durante la parte finale del convivio.
Con il diffondersi del Cristianesimo, il "cochlear" dei trionfali banchetti si trasformò anche in supellettile sacro, diventando quel "cucchiaio di consacrazione" ancora oggi presente nei riti greco-orientali.
Nel ‘500 alcuni personaggi illustri, per mostrare la propria ricchezza, si fecero realizzare cucchiai da tavola in oro smaltato o tempestato di gemme. Nel ‘600 questa moda cambiò a favore dell’argento, più facilmente lavorabile e dal minor costo, permettendo una buona diffusione del cucchiaio di “rappresentanza” anche presso la ricca borghesia. Ma è verso la fine del ‘600 che si trasformò il modo d’impugnare il cucchiaio: da allora si usarono tre dita per reggerlo, invece di stringerlo nel palmo della mano come si era fatto sino a quel momento. In seguito all’affermarsi delle buone maniere, il cucchiaio assunse la forma odierna: più ovale e più piatto ai lati, con il manico più sottile al centro.
http://www.taccuinistorici.it/ita/
Una curiosità:
Oggi non si usa più apparecchiare le posate con i rebbi delle forchette e l'incavo del cucchiaio all'ingiu'. Un tempo invece questa disposizione era di regola per mostrare le cifre incise sulle posate.



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